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| Bufera su D'Agostino: "Fu caldeggiato dai clan mafiosi"
Secondo la Procura di Palermo fu suggerito da Dell'Utri per un provino al Milan.

Bufera su Gaetano D'Agostino, centrocampista centrale dell'Udinese e della Nazionale che nella scorsa estate fu ad un passo dal cambiare maglia per passare alla Juventus. Non che esistano rilievi penali imputabili al giocatore, sia chiaro; tuttavia il suo nome, già in passato accostato ad alcuni clan mafiosi per motivi di parentela, è saltato fuori a Palermo durante il processo a Marcello Dell'Utri, imputato di concorso in associazione mafiosa e già condannato in primo grado.
Secondo il Pm Antonino Gatto il padre del ragazzino, Giuseppe D'Agostino, si rivolse ai fratelli Graviano dopo averli ospitati durante la latitanza a casa sua, nel dicembre del 2003, per chiedergli in cambio del favore l'interessamento per un provino del figlio, che allora aveva dodici anni, nelle giovanili del Milan.
Per il pm, i Graviano si rivolsero Dell'Utri, come confermato anche dal responsabile del settore giovanile del Milan, Francesco Zagatti che nella sua deposizione in primo grado aveva ammesso che il provino del giovane era "caldeggiato" da Dell'Utri. "A gennaio - ha proseguito il pg - D'Agostino e i Graviano si recarono effettivamente a Milano dove poi furono arrestati". Il Milan, in ogni caso, non tesserò il giovanissimo D'Agostino, che poi costruì la sua carriera altrove.
LA SMENTITA DI DELL'UTRI - La tesi del pg Gatto viene però smentita da Dell'Utri: "È assurdo pensare che il giocatore Gaetano D'Agostino mi possa essere stato segnalato dai fratelli Graviano, persone che non conosco e con le quali non ho mai avuto rapporti di nessun tipo. Ancora una volta alla mancanza di validi elementi di prova si è cercato di supplire con il sostegno di una fervida e falsa immaginazione". |
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